La mia intervista sul Corriere della sera Torino

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Care amiche,

 

voglio condividere con voi un’intervista che ho fatto con il Corriere della sera Torino. Si parla di me e del mio business, dalle origini fino a oggi.

Ci sono tutte le questioni che sapete che mi riguardano: l’impresa di famiglia, il mio destino modaiolo “sfumato” e la svolta digital: a partire dal sito internet. Qui ve ne riporto un estratto…

 

La casa è donna. Non lo dice la signora «bene» anni 60 rinata su forte stimolo del Coronavirus. È lo slogan di Elisabetta Marangoni, imprenditrice torinese 3.0 del campo immobiliare. «Mio padre era un appassionato di compravendite fino a quando, con mia mamma, aprirono la Casabase Immobiliare». Nell’attività di famiglia però non entrò subito.

Terminato il liceo scientifico, le fu immediatamente chiaro che nessuna università faceva al caso suo. Allo stesso tempo, non voleva accoccolarsi sotto le ali protettrici dei genitori: «Iniziai in un’agenzia di amici di famiglia-ricorda- avevo 18 anni ed ero imbarazzata di fronte alle persone che mi davano in consegna i loro immobili». Per qualche anno lasciò perdere e si tuffò nell’altra sua grande passione: la moda. Diventò la stilista di Zagangel, un’azienda torinese che precorse le grandi catene come Zara: sue erano le magliette con gli angioletti indossate da un’intera generazione.

«Selezionavamo alcuni pezzi prodotti dai grandi stilisti e li rifacevamo. Non c’erano grandi liquidità e, con la crisi dei primi 2000, la situazione precipitò». Lasciò quindi la “Sally Spectra” sabauda e finalmente prese in mano le redini che di lì a poco le avrebbe lasciato il padre.

«All’inizio avevo paura di non farcela- racconta -ma mia madre mi sostenne così tanto che subentrò subito il desiderio di dare una mia impronta. Volevo che l’agenzia assumesse la mia identità. Cominciai dal sito internet».

 

Sono molto orgogliosa della collaborazione con il Corriere della Sera Torino. Negli anni si è costruito un rapporto di ammirazione e rispetto reciproco con la redazione: prima attraverso lo spazio dedicato alla mia rubrica In-Sta-Casa, e ora con questa intervista, che per me rappresenta un ulteriore riconoscimento del mio percorso professionale.

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