Da ex fabbrica a casa: il ranch urbano del quartiere Cenisia

Condividi con un'amica!

Care amiche,

dalla mia rubrica In-Sta-Casa sul Corriere della sera Torino, vi racconto di un’ex fabbrica diventata un progetto abitativo stupendo e innovativo.

Siamo nel cuore di Cenisia, un contesto urbano molto residenziale di Torino dove si mischiano costruzioni di fine anni Venti e palazzi in stile anni Sessanta, derivanti dalle nuove costruzioni del boom economico di quel periodo.

Una zona di ex-fabbriche ed ex laboratori

Un mix di abitazioni dove è facile trovare anche ex-fabbriche ed ex-laboratori negli interni cortili, trasformati in abitazioni negli anni più recenti. Questo succedeva per esempio quando la piccola azienda e il piccolo laboratorio non trovavano la giusta collocazione nelle dinamiche economiche. Venivano vendute e cambiate, o trasformate dagli stessi proprietari dell’azienda in liquidazione.

La storia industriale di un edificio trasformato in casa

È proprio in questo contesto che Valeria e Walter, architetti e titolari dello studio Wworksdesignbuid, cercavano la casa per la loro famiglia. Avevano il sogno di unire il laboratorio di lui (architetto e carpentiere) alla loro abitazione.

I vicini di casa raccontano che l’intero fabbricato era stato costruito insieme alla casa principale nel 1927 ed era una fabbrica di molle, un mollificio! Successivamente è diventato una falegnameria e al corpo principale è stata aggiunta una manica per fare la palazzina uffici e come ultima destinazione prima di essere trasformata da Valeria e Walter, una fabbrica dove facevano fodere per i sedili delle auto.

Mi immagino subito un’epoca d’oro dove Torino aveva un fortissimo bisogno di abitazioni da affittare grazie al richiamo delle nostre grandi fabbriche, e quindi appartamenti e letti in cui dormire.

Tre spazi diversi uniti da un unico progetto

Oggi la struttura ha una forma a ferro di cavallo attorno al cortile e proprio grazie a questa naturale suddivisione di cui hanno tenuto conto nella fase progettuale, si sono potuti creare tre ambienti separati, ma comunicanti e tenuti insieme da un filo comune.

Nel corpo principale l’abitazione, nella ex palazzina uffici una dependance e nella terza manica uno spazio di co-working e laboratorio.

La luce come punto di partenza della ristrutturazione

Quello che subito ci ha colpiti, è stata la luce che entrava all’interno nonostante fosse un pomeriggio di gennaio. Appena l’abbiamo vista, abbiamo colto il potenziale.”

Solitamente gli interni cortili sono bui e danno un senso di oppressione, di essere schiacciati dai palazzi intorno, ma la particolarità di questo interno, sta nella sua ampiezza e nelle palazzine basse nel lato sud, grazie alle quali la luce filtra all’interno illuminando l’intero.

Abitare dentro grandi volumi senza creare stanze tradizionali

Lo spazio del corpo principale era molto ampio e l’idea di progetto è stata quella di rimanere fedele il più possibile a questo volume centrale inondato di luce.

La vera particolarità è che per poter mantenere queste caratteristiche, non l’hanno suddiviso nelle tradizionali stanze con dei muri divisori, ma l’idea veramente originale è stata quella di creare al suo interno dei veri e propri contenitori: è come se dentro al volume principale tutto aperto, fossero state incastrate delle scatole di legno come veri e propri nidi per accogliere l’intimità delle persone.

Una casa sostenibile: calda d’inverno e fresca d’estate

L’accorgimento più importante è stato quello di rendere la ex-fabbrica un luogo caldo d’inverno e fresco d’estate, adatto a vivere bene.

L’intervento principale è stato fatto sull’isolamento del tetto con un cappotto esterno molto consistente e creare uno spazio di 25 cm per la ventilazione, che funziona molto bene d’estate e che permette di non avere l’aria condizionata.

Perché lo chiamano ranch urbano

Parlando con Valeria le chiedo da dove deriva il nome “ranch urbano”.

La casa è completamente rivestita con tavole di larice e durante la ristrutturazione i vicini ci vedevano trasportare tutto questo legno e hanno iniziato a chiamarla il Ranch… ci è piaciuto e abbiamo deciso di chiamarla così! Venivamo anche da un anno in Massachusetts dove il legno è il materiale più usato in assoluto!

Noi ci occupiamo di costruire e progettare piccole strutture in legno ed usiamo il larice perchè è un materiale che non patisce di stare all’esterno, è reperibile localmente e con il sole prende un colore che dal rossiccio passa al grigio”.

Osservando le fotografie, converrete con me che tutto ci si poteva aspettare da un quartiere in pieno città, tranne che una casa così particolare e dall’aspetto nordico!

Condividi con un'amica!