A Porta Palazzo da Barbara Frandino: una casa che nasconde e affascina

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Care amiche,

c’è una zona che divide più radicalmente i torinesi di Porta Palazzo?

Oggi è il quartiere multiculturale per eccellenza. Nel 1723 l’architetto Filippo Juvarra fu chiamato a ridisegnare completamente questa piazza, che un tempo divideva la città in due.

A pensarci bene, è un vero crocevia di colori, sapori, odori.

Porta Palazzo: o la ami o la odi

Non a caso è il mercato all’aperto più grande d’Europa: rumori e odori ti avvolgono nel caos cittadino. Da qui ci passa veramente tanta gente, è un grandissimo luogo di incontro. O lo ami da impazzire o lo eviti più che puoi. Io vi voglio raccontare la casa di Barbara Frandino (@barbarafrandino), bravissima scrittrice dall’animo delicatissimo, che vive proprio in questa zona di contrasti.

In-sta-casa c’è un’atmosfera da fiaba

Barbara ci apre le porte della sua casa. Una volta dentro si apre un mondo incantato, come succede con la porticina di Alice nel paese delle meraviglie. C’è un che di fiabesco che ti avvolge appena entri, i soffitti alti, i cassettoni, gli affreschi recuperati.

Il legno è protagonista

La porta di ingresso scompare magicamente nascosta da una boiserie, una scelta di arredamento che consiste nel rivestire le pareti con pannelli di legno variamente decorati. Il legno è un po’ il protagonista: al soffitto, nelle porte e nel pavimento.

Arredi ricercati e giochi di colori

La zona giorno è ampia con una bellissima libreria realizzata con le casse di vino, idea
dell’architetta Sabrina Dassano (@disordinenaturaledesign) che ha dato il suo contributo nella realizzazione di questa casa.

C’è una scelta degli arredi estremamente ricercata, un insieme armonico ricco di singoli dettagli. Ma c’è anche un gioco di colori, un tocco di viola per il divano e di rosso per la poltrona.

Un trompe-l’œil in cucina

Quella di Barbara Frandino è una casa affascinante da ogni angolo la si guardi. La cucina, per esempio è una sorta di trompe-l’œil: come l’ingresso, viene celata. La parete attrezzata è nascosta da una cassettiera antica da farmacia, un mobile di recupero originale.

Questo pezzo bellissimo viene usato come isola e come piano di lavoro che frontalmente nasconde la cucina nella sua totalità, celando quel pizzico di modernità e riportando lo stile sul piano originale che si uniforma perfettamente con il colore chiaro e il verde dei pensili. Bisogna avvicinarsi per vedere i fuochi, il forno e la cucina nera.

Le case rappresentano chi le abita

Si dice che le case rappresentino chi le abita, io qui vedo una personalità forte e delicata, il bianco e il nero. La voce di Barbara è delicatissima e il suo carattere è forte. La vedi muoversi delicata tra le stanze come una farfalla e i suoi libri sono storie forti e talvolta dure.

Porta Palazzo e Barbara: due caratteri fatti di contrasti

Barbara rappresenta tutti i contrasti di Porta Palazzo. Il palazzo fuori lasciato invecchiare, la casa dentro completamente restaurata. Sotto un gran vociare e rumori di un via vai giorno e notte, dentro un silenzio e una luce magica che pare di essere altrove.

Confesso di essere una grande amante di Porta Palazzo. E alla fine le case più belle che scopro sono sempre quelle che da fuori non diresti mai…

 

Ed è anche così che nasce la rubrica In-Sta-Casa: dalla curiosità di entrare nelle vostre case e scoprire le storie che custodiscono. Se volete raccontarmi la vostra, o pensate che meriti di essere raccontata, scrivetemi qui o in DM, oppure utilizzate il box “Come posso aiutarti?” qui sul blog.

Vostra,

Eli

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