Un cottage inglese a Torino

Ciao amiche,

dalla mia rubrica sul “Corriere della sera Torino”, vi porto in una casa speciale. Si tratta di un progetto in divenire, da cui prendere spunto per trasformazioni adattive e progressive nel tempo. Questa casa è infatti un racconto, una storia che sta finendo di essere scritta. Si è trasformata in passato e si trasformerà ancora, seguendo la crescita e l’evoluzione di Elisabetta, l’architetta che l’ha ristrutturata, e della sua famiglia.

Come un cottage della campagna inglese…

Siamo in città, ma farete fatica a credere di essere a Torino. Potremmo essere nella campagna inglese, in un cottage della countryside britannica. Invece siamo dalle parti del lungo fiume, precisamente in via Cocconato, una breve viuzza con pochi numeri civici. Qui si nascondono piccole ville indipendenti con giardini e orti: ex case di ringhiera. Un contesto quasi rurale, al sapore di un borgo ma dentro la città.

Entriamo proprio in una di queste case, pochi piani, un affascinante cortile interno. Forse qualcuno di voi la riconoscerà come “La Casa Del Glicine”, nel periodo di fioritura infatti ne viene ricoperta.

Una ristrutturazione in divenire

In questa cornice bucolica entriamo a casa di Elisabetta, architetta dello Studio Quaglino che si è occupata della ristrutturazione, degli interni ma anche esterni, riportando allo stato originario il piccolo edificio. Elisabetta, che abita in questa casa insieme alla sua famiglia, in realtà abita questa casa già da molto tempo.

Gli inizi: una casa di ringhiera

Questo appartamento al piano terra di una casa di ringhiera dei primi del Novecento, fu un investimento dei suoi genitori per lei e suo fratello, durante i loro percorsi di studi a Torino. Una volta conclusi gli studi hanno continuato ad abitarla modulandola in base alle loro nuove esigenze, fino a quando è diventata casa di Elisabetta.

Poi si è evoluta ed è diventata mia e di mio marito. E poi è arrivato Pietro.”

A questo punto, l’iniziale quadrilocale ha preso stanze diverse. È proprio il caso di dirlo: l’appartamento si è fatto largo per ospitare un terzo e nuovo membro della famiglia.

Il cortile: la chicca della casa

Partiamo a osservarla dall’esterno. La vera chicca di questa casa è il cortile: semi piantumato e fiorito con i rami del glicine che incorniciano tutto fino al garage. Dal cortile si va alla lavanderia (ex garage), la cui serranda è stato sostituita con una porta in metallo e vetro, a riprendere lo stile dell’abitazione.

Sembra davvero di essere in un piccolo cottage inglese e non manca proprio nulla, c’è lo spazio per fare le grigliate all’aperto e i vicini da invitare. Elisabetta mi racconta che hanno ripavimentato la zona esterna con pietra lucerna unificando tutto. Il colore esterno è un bellissimo verde chiaro e panna, come voleva l’originalità dell’edificio.

L’appartamento cresce

Nel frattempo, mi racconta Elisabetta, negli anni sono riusciti ad ampliarsi inglobando il bilocale vicino e ingrandendo quindi l’intero appartamento. Così lo studio diventa una cameretta, l’angolo pc fa posto al prolungamento della cucina, che rimane intonsa anche nel colore (giallo!), proprio come all’epoca dell’università.

La zona giorno: spaziosa e luminosa

Tramite una porta mantenuta con il disegno originale che prevede il vetro (bellissima), si accede dal cortile allo spazio esterno. L’ampia zona giorno e il cucinino affacciano sull’interno cortile, motivo per cui sono pervase nella maggior parte della giornata da una luce naturale che conferisce un’atmosfera pacifica e ritirata.

L’arredo di questa parte è semplice: si alternano pezzi di famiglia, come il portariviste e lo specchio tondo, a pezzi vintage anni Cinquanta, come la credenza del soggiorno. Si trova anche un elemento di design nella scelta dell’illuminazione.

Zona notte: camini e colori bluette

Oltrepassando la zona giorno troviamo il primo bagno, la cui porta anch’essa originale è stata però divisa in due e trasformata in una porta scorrevole.

Inoltrandoci ancora nella zona notte, incontriamo subito lo studio, con camino originale e parquet. C’è anche un bel tappeto, un tesoro conservato dall’epoca dell’università! Segue la stanza padronale con cabina armadio.

Si aggiunge un secondo bagno con piastrelle particolari, che conferiscono un certo carattere. L’ultima tappa è la cameretta che, diversa dalle altre, ha il soffitto di un bluette tenue, ripreso dal secondo camino della casa, presente nella stanza.

Una nuova evoluzione

Adesso l’appartamento sta per avere una nuova evoluzione. Questo progetto infatti non è ultimato, a breve ci sarà un ulteriore ampliamento che ingloberà anche un giardino…

Chissà come sarà! Intanto, in-sta-casa si sta davvero bene.

Ricordatevi di scrivermi sempre (qui o a questa mail) se avete progetti in ballo che possono interessarmi. Possiamo raccontarli insieme sia in questo blog, che nella mia rubrica mensile sul Corriere.

Fatemi innamorare delle vostre case!