Il Balon di Torino: il mio posto del cuore per arredare con il vintage
Ciao amiche,
con quante di voi ci incontriamo tutti i sabati lì, senza saperlo? Con molte ci salutiamo con piacere, perché si tratta di un appuntamento fisso, a cui si va sapendo che si incontrerà qualcuno. Il Balon è uno dei miei posti del cuore. È uno dei luoghi più distintivi di Torino, infatti è praticamente un rituale condiviso per tutta la città.
Si tratta di un mercato con più di un secolo di storia, una tappa sicura per portare a passeggio amici che visitano la città per la prima volta. Nasce nel 1870 come mercato dei cenci, sul sito dell’associazione c’è tutta la storia ed è davvero interessante come si è evoluto da allora. Oggi è un centro di riferimento per l’usato, il vintage e per quelle bancarelle un po’ mistiche dove puoi trovare davvero di tutto: dall’olio essenziale fatto in casa alla rara collezione di farfalle sotto vetro.
Una delle mie passeggiate preferite
Il Balon è anche un luogo dove ci si ricarica energeticamente. A volte basta una semplice passeggiata, stare in mezzo al fiume di gente che cammina e fluire con gli altri. I problemi della settimana si alleggeriscono, si perdono un po’ in mezzo alla folla. Anche perché, come tutti i mercati, è un posto dove si sta allegri per forza! La gente parla, mercanteggia, prova a tirare sul prezzo. I “mercatari” scherzano con chi gli sta simpatico e mandano al diavolo quelli con cui litigano. Non si può rimanere immuni. Davvero il miglior modo per iniziare il weekend torinese, anche se il sabato è partito con il piede sbagliato. Vai lì e torni a casa un po’ più leggera.
Perché il Balon per arredare?
Se hai il gusto del vintage e sei una persona che compra usato, è semplicemente il posto PERFETTO. Intanto si fanno ottimi affari, senza dubbio. Ci sono bancarelle di ogni tipo e, tra queste, non mancano i venditori esperti. I pezzi rari e belli si trovano, si contratta un po’ quando si può e poi si torna a casa con un acquisto pazzesco che nei negozi “normali” non avreste mai trovato. Poi è davvero un campionario di ispirazione, una sorta di camera della curiosità a cielo aperto.
Cosa si può trovare
Letteralmente di tutto. Ogni cosa è possibile, bisogna solo frugare abbastanza. per Per darvi un’idea, mi ispiro con quello che ha attirato la mia attenzione l’ultima volta.
Arredi

Ovviamente, arredi. Spesso particolari, sorprendenti, di stili mescolati: dal legno da baita alle sedie anni Ottanta, passando per lo stile industriale da loft. Se avete delle mire particolari, chiedete e fatevi consigliare. Se invece siete in cerca di ispirazione… preparatevi a essere sorprese.
Pensate di fare solo un giro e poi tornate a casa con un tavolino di design perfetto per uno spazio a cui non avevate nemmeno pensato. Oppure con tende particolari, un set di sedie da esterno, qualcosa che “non cercavate” ma che era chiaramente destinato a voi. Se siete in missione in cerca di un determinato arredo, succede che lo evochiate e che arrivi da voi. Io la poltrona per la camera delle bimbe l’ho trovata così! Al Balon, chi cerca trova.
Luci

Per le luci, il Balon è un posto ottimo. All’ultimo Gran Balon (per chi non lo sapesse, l’edizione speciale che si tiene di domenica) c’erano delle lampade da soffitto bellissime: stile studio, ma giganti. Davvero spettacolari. Perfette per spazi grandi, ma anche per negozi o attività aperte al pubblico.
Oppure trovate ci sono le luci da tavolo, che entrano direttamente nella poesia dell’antiquariato: una vera profusione di abat-jour.
Quadri e cornici

Quadri, quadretti, cornici e stampe. Più di una volta mi è capitato di trovare cose molto interessanti, anche illustrazioni per le bambine. Sulle cornici è un po’ più difficile, è vero, ma ci sono corniciai e corniciaie esperte che sanno guidarti e a cui potete anche commissionare il lavoro. Tutto ciò che viene dal passato si può riutilizzare, ma farlo bene è sempre meglio con qualcuno che ti guida.
E se invece vi innamorate di un quadro… ancora meglio.
Chincaglieria, gingilli e piccoli tesori

Chincaglieria a volontà. Sapete che io amo i gingilli e li uso spesso per arredare, perché sono oggetti che mi rappresentano. A volte poi tornano utilissimi per occasioni speciali: quel bel set di candele rosse comprato a maggio diventa perfetto durante le feste (ne parlo qui). Barattoli, contenitori, scatolette di ogni tipo e dimensione, vecchi soprammobili retrò, cartoline storiche. Sono letteralmente pezzetti di personalità: oggetti che hanno già avuto una vita e che ne iniziano un’altra sotto il vostro sguardo. Ecco perché il rischio di acquisti impulsivi qui è molto alto… ma devo dire che io non me ne pento quasi mai.

Ci sono poi cose ultra specifiche e particolari che non avresti mai pensato di usare per arredare, ma che ti colpiscono così tanto da volerle usare in modo imprevisto. E sono proprio le bancarelle, in primis, a suggerire l’uso: l’esposizione, il modo in cui un venditore fa risaltare un oggetto, la creatività che ci mette. È questo che fa innamorare chi compra di un oggetto che, in un negozio tradizionale, sarebbe troppo banale o troppo strano per essere venduto. Osservare il modo in cui questi mercanti esperti dispongono la loro merce è una delle cose che amo di più del Balon.
I miei consigliatissimi
Tappa fissa per me e punto di riferimento è il rigattiere Chiavassa: per me uno dei migliori nel suo ambito. Ne ho già parlato più volte e ci avevo anche scritto un articolo per la mia rubrica sul Corriere della Sera Torino. Un’esperienza assolutamente da fare se siete da quelle parti. Chiavassa potete trovarlo non solo il sabato: ha la bottega aperta durante la settimana e poi, il sabato, apre le porte e porta fuori la merce insieme agli altri. Una vera chicca torinese. Qui ho fatto acquisti e affari incredibili.
Qual è la vostra esperienza del Balon?
E voi, amiche?
Quali sono stati i vostri acquisti migliori (o peggiori)? Taggatemi nelle storie di questo sabato! Magari il Balon può diventare un’altra occasione per stare insieme e conoscerci dal vivo, un po’ come quella che abbiamo fatto questo Natale a Bardonecchia…
Buon sabato a tutte!
Eli